| Scuola |
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| Scritto da Administrator |
| Sabato 11 Ottobre 2008 17:44 |
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Contratto nuovo, paga più bassa "Il compenso accessorio insomma non sarà più una mera voce della busta paga, ma diventerà una specie di premio legato «alla qualità della prestazione ed al risultato, nell'ottica di un continuo miglioramento del livello di servzio del sistema scolastico». E per fare questo, secondo Brunetta, l'erogazione delle somme dovrà avvenire solo all'esito positivo di un processo di valutazione. E non per tutti, ma solo una platea limitata e predefinita. Insomma una specie di CONCORSO INTERNO PERMANENTE. I vincitori avranno quello che oggi si ottiene con la prestazione normale. Gli altri, invece, subiranno una decurtazione dello stipendio. La scuola pubblica è solo in minima parte minata dal decreto Gelmini in realtà la scuola-azienda è ben descritta in questa proposta di legge che introduce i consigli di amministrazione nelle scuole e i concorsi d'istituto per l'assunzione dei docenti. LEGGI E SCARICA IL VOLANTINO di Foruminsegnanti che sintetizza tutti i cambiamenti che verranno apportati attraverso diversi provvedimenti legislativi Assemblea permanente alle scuole elementari XXI aprile di Bologna. Genitori, insegnanti e bambini restano nella scuola in segno di protesta contro il maestro unico alle elementari.
Lettera del capo dello Stato agli studenti su Repubblica.it COMUNICATO STAMPA DAL MAESTRO UNICO A INTERROMPERE L'UNIVERSITA'ECCO LE PAURE DEI GENITORI PER LA SCUOLA
I genitori sono preoccupati e molto, anzi hanno proprio paura. Come Associazione dei genitori abbiamo purtroppo il polso della situazione in tempo reale e abbiamo voluto stilare una sortta di graduatoria delle preoccupazioni delle famiglie.
Prima in assoluto è la paura del maestro unico. Perché è universalmente riconosciuto che quando tuo figlio ogni mattina ha mal di stomaco e piange perché ha paura di 'quella' maestra ti senti lacerare dentro. Sempre più spesso classi intere di genitori ci convocano allarmati per affrontare insieme il clima pesante di 'quella' classe, e se la situazione in qualche modo viene affrontata e gestita, molto del merito va ai dirigenti scolastici e soprattutto agli altri docenti della classe, che pagano il peggiore scotto della situazione creatasi.
Che succede, si chiedono universalmente i genitori, se il maestro diventa uno solo? "Statisticamente -ha detto lapidariamente un babbo- fra due insegnanti almeno uno è bravo, ma se ce n'è uno solo...". Ci sono persone anziane che ancora hanno i sudori freddi al pensiero dell'antico maestro: le famiglie sanno e non dimenticano. Paure ingiustificate? Forse. Fatto sta che alle paure si replica male. Disquisiscano pure politici e media, ognuno sa cosa pensare.
Poi viene la paura che il tempo pieno chiuda e di non avere più dove lasciare i figli. Vuoi mettere la scuola con il suo progetto educativo studiato appositamente per tuo figlio, rispetto a un doposcuola qualsiasi, per quanto buono possa essere? e se poi fosse a pagamento? Ci si preoccupa anche per i contenuti dell'apprendimento: i nostri figli impareranno abbastanza se il tempo-scuola diminuisce? e l'inglese, affidato ai maestri di classe: come faranno i nostri ragazzi a superare l'ostacolo della lingua straniera e a giocarsi a pieno titolo il loro ruolo di cittadini europei?
Altra paura è quella di essere strumentalizzati dai docenti: c'è il rischio che il figlio venga penalizzato se la famiglia non partecipa alle manifestazioni anti-Gelmini? E di tutti questi proclami della destra e della sinistra c’è da fidarsi?
I più avvertiti si fanno carico delle future tensioni sociali. "I nostri figli vivono quotidianamente l'integrazione a scuola. Che succederà, si chiedono, quando l'extracomunitario diverrà un estraneo e perciò un potenziale nemico? A che servono le pubblicità progresso se poi non si opera nella concretezza del quotidiano?".
Le tensioni che attraversano trasversalmente le famiglie di superiori e università sono legate alla preoccupazione che i ragazzi non si preparino adeguatamente e non siano competitivi sul mondo del lavoro. Oggi va ad aggiungersi, quale amaro corollario, anche la paura che con le occupazioni si perda troppa scuola e che il taglio delle risorse per il funzionamento dei laboratori renda sempre più teorica e meno efficace preparazione dei nostri studenti.
Alle superiori le preoccupazioni principali le hanno i genitori dei licei. "Avrò sbagliato a consigliargli la scuola?" si chiedono angosciati in molti adesso che il mercato del lavoro per i laureati sembra improvvisamente chiudersi. Vera e propria angoscia attanaglia infine le famiglie degli universitari. "Sono tre anni che non andiamo più in ferie per mantenere mio figlio agli studi -testimonia preoccupata una mamma- Se in Parlamento approvano le Fondazioni e le rette passano da millecinquecento a cinque/seimila euro l'anno saremo costretti a fargli interrompere l’università. Non è giusto che debba smettere, si era impegnato tanto e stava riuscendo bene".
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Novembre 2008 09:56 |






































