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La scuola italiana secondo l'OCSE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Settembre 2009 11:35

Education at a Glance 2008: OECD Indicators

Pagati poco. Senza un sistema di valutazione moderno. Abbandonati a se stessi.

Docenti tra i meno giovani dell'area Ocse, ottima qualità delle scuole dell'infanzia, classi poche numerose e "ore di insegnamento eccessive".

Scuole che spendono per ciascun studente molto di più degli altri paesi ma con scarsi rendimenti in termini di apprendimento. A incidere sui costi, secondo l'Ocse, sono due aspetti: il primo è l'alto numero di insegnanti in servizio negli oltre 10 mila istituti; il secondo è la mancata meritocrazia. Rispetto agli paesi europei da noi l'avanzamento di carriera avviene solo per anzianità ma, sull'altro piatto della bilancia, c'è il funzionamento delle scuole della prima infanzia che si confermano le prime in Europa.

 

 

Il rapporto completo può essere consulato alla pagina www.oecd.org/edu/eag2008

Sulla base dei dati del Ministero, l'età media dei docenti statali di ruolo è di quasi cinquanta anni (49,7) mentre solo il 3% ha invece un'età inferiore ai 30 anni. I più giovani sono gli insegnanti di scuola primaria (età media 48 anni), mentre i più anziani sono quelli della secondaria di I grado con l'età media di poco superiore ai 51 anni (51,2) seguiti dai colleghi delle superiori mediamente più giovani di tre mesi (50,9). Complessivamente il 54,5% dei docenti statali ha un'età elevata, da cinquant'anni in su. Di 50 anni e più di età è il 63% dei docenti di scuole media, mentre quelli delle superiori con un'età che ha raggiunto e superato il mezzo secolo sono quasi il 60%. Decisamente più giovani sono i docenti di scuola primaria che, nel 54,6%, ha un'età al di sotto dei cinquant'anni.

 

L'Ocse mette l'accento sulla necessità che una buona scuola ha bisogno di un valido sistema di valutazione. Attualmente, la valutazione è affidato all'Invalsi per il quale il ministro Gelmini, oltre ad avere parole di apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo come soggetto autonomo, ha confermato le linee di intervento per la rilevazione degli apprendimenti degli alunni, come strumento di autovalutazione da parte delle scuole. Da questo punto di vista, il ministro ha precisato che accanto all'Invalsi sarà chiamato ad operare a breve il corpo ispettivo, come strumento di orientamento e controllo sull'attività delle scuole. Altro elemento sottolineato dal Rapporto Ocse è la cattiva condotta degli studenti che viene vista come un ostacolo al processo d'insegnamento secondo il 70% degli insegnanti italiani delle scuole medie inferiori. Le principali cause di disturbo alle lezioni sarebbero le intimidazioni o le aggressioni verbali verso altri studenti, seguono le aggressioni fisiche tra studenti, le aggressioni agli insegnanti ma anche i furti e per ultimo il problema della diffusione di droghe e alcol. Il 95% degli insegnanti si dice soddisfatto del proprio lavoro e il 98% giudica positivamente il proprio livello di efficienza nell'attività svolta.

Commenta il professor Bendetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia sperimentale a Roma Tre e consulente dell'Ocse " sulla scuola l'immagine è deformata, perché le comparazioni sugli organici tra l'Italia e gli altri Paesi è impossibile. Da noi gli 80 mila insegnanti di sostegno sono a carico del ministero della Pubblica Istruzione, mentre nel resto d'Europa, quando ci sono, dipendono dal ministero del Welfare. Noi abbiamo quasi 20 mila insegnanti di religione cattolica assunti con un contratto a tempo indeterminato, caso unico in Europa. In totale fanno 100 mila: un ottavo dell'intero corpo docente".


Il numero eccessivo delle ore trascorse in classe dagli studenti italiani è  in media più di mille ore l'anno rispetto le 900 degli altri Paesi Ocse.
Ma è davvero così? "L'Ocse calcola le ore di lezione in classe. Ma nei Paesi con un sistema moderno d'istruzione, più della metà delle ore d'insegnamento si fanno in laboratorio o all'esterno della scuola - precisa il professor Vertecchi - in Finlandia, che è in testa nelle valutazioni Ocse, alla fine le ore passate a scuola dagli studenti sono molto superiori a quelle italiane. Noi abbiamo un'organizzazione del lavoro ottocentesca, fatta di compiti in classe, esercizi, interrogazioni, quindi il confronto è improponibile".

estratto da   http://www.conquistedellavoro.it

http://www.repubblica.it
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 11:47
 
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